Diario 9/9/2012 – Il portafoglio

Qualche anno fa a Natale mia madre mi regalò un portafoglio. Un regalo non particolarmente originale, ma azzeccato. Qualche mese prima, con sommo divertimento di tutta la polizia della città, ero stata scippata a Helsinki: italiana derubata da finlandese, una specie di colmo. Al portafoglio rubato ero affezionata quanto si può essere affezionate a un portafoglio. Diciamo che mi piaceva particolarmente la sua forma un po’ retrò, il colore inusuale (marrone con inserti verde acido) e tutto sommato era comodo, perché essendo grande conteneva tutto quello che il mio disordine esige.
Insomma, mia madre a Natale mi regalò un portafoglio, che era sicuramente meno bello ma poteva competere con l’originale almeno in comodità. Sul davanti il portafoglio portava a lettere di metallo la marca.
La prima lettera è caduta il primo giorno di lavoro, alla prima strisciata sul lettore della metropolitana. Ho cercato di interpretarlo come un buon auspicio, perché sono positiva nell’essenza, ma il portafoglio poi diceva Urla.
La seconda lettera è caduta subito prima o subito dopo l’acquisto di un set di lampadine a basso impatto energetico e a basso costo dall’Ikea. Credo fosse una lamentazione per essere andata fino a Carugate. A guardare il portafoglio si leggeva Url, insieme di lettere che ha assunto significato solo negli ultimi anni, ma che rimane molto tecnico e asettico ed essenzialmente non portafogliesco.
Poi è stato il momento della L, e credo che ci sia voluto il gatto, oltre alla mia solita abitudine di lasciare le cose in giro. Soprattutto le cose che odorano di pelle. E le città sumere restavano a guardare.
Fino al momento dello stupore, di un’unica U dorata a occhieggiare sul marrone. È successo la prima notte in macchina con A., in due sul sedile posteriore, la borsa che vola a terra e con lei il portafoglio.
E poco fa ho tirato fuori il giornale dalla borsa e ho visto il portafoglio nudo. Rimangono solo i buchini nella pelle in cui si incastravano i chiodini delle lettere. E l’ultima non so dov’è finita, ma oggi ho viaggiato in autubus in treno in metropolitana e molto a piedi, anche di corsa.

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3 pensieri su “Diario 9/9/2012 – Il portafoglio

  1. Sei rimasta senza…lettere!
    Io ne attaccherei qualcuna, un’altra composizione, una parola che abbia sempre un significato nonostante le mancanze. Ma quale?

  2. una volta prendendo il treno alla stazione di padova feci un balzo per salire e li mi uscii il portafoglio dalla tasca: non me ne accorsi. Una ragazza che era li mi gridò dietro, indicandomi il mio portafoglio per terra (con ben 630€ dentro) e lo ripresi. Non avrei mai finito di ringraziarla: bastava che attendesse la chiusura delle porte del treno e raccoglierlo, tanto io dal treno in corsa non è che potessi fare di tanto… In base a questo trattamento da me ricevuto a distanza di 2 mesi dal fatto citato sopra, una sera camminando per il centro di rovigo (ero a militare) trovai un portafoglio per terra, senza alcun soldo dentro. Leggendo i documenti vidi che il tipo non stava tanto distante da dove ero, di conseguenza decisi di riportarlo. Arrivai a casa sua, suonai il campanello e scese sto tipo sulla quarantina: chiesi se aveva perso un portafoglio, mi rispose di si e glielo consegnai. Guardò immediatametne se il danaro c’era ancora e dato che mancava cominciò ad abbaiarmi: al chè li mi girarono non poco, gli spiegai dove lo trovai e che era già vuoto. Il tipo insistette non poco per la restituzione dei 90€ contenuti: gli feci vedere di mia iniziativa il mio (vuoto) e le varie tasche e che non vi era prova alcuna della presenza originaria di quei fantomatici 90€ nel suo portafoglio. Dopo un pò di battibecchi lo mandai affanculo e me ne tornai in caserma incazzato: gli augurai peste e corna e lo ringraziai per il trattamento ricevuto :rolleyes: tutto questo per dire che se trovo un portafoglio ‘fanculo la restituzione a domicilio! poi per il denaro… :mbe: va dalla faccia di cazzo o meno che trovo sulla carta d’indentità! Secondo me hai sbagliato a portarlo di persona se era vuoto, dovevi portarlo ai caramba dicendo che lo avevi trovato in quello stato.

    • questo commento l’ho trovato nello spam, ma la storia mi pareva troppo articolata per uniformarsi ai soliti commenti da traduttore automatico provenienti da siti improbabili. quindi ho salvato mercadeo internet, anche se non so se esiste e se a un certo punto, verso la fine, la sintassi si intreccia e io non ho capito se mercadeo mi dà un consiglio o se lo dà a se stesso. boh.

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