Un libro in ventun giorni: una chiacchierata con Stamboulis e Costantini

[articolo originariamente apparso sul blog di BilBolbul 2012]

Ventuno giorni ci hanno messo Gianluca Costantini ed Elettra Stamboulis a scrivere e disegnare Cena con Gramsci per BeccoGiallo. L’hanno raccontato i due autori in conversazione con Renato Pallavicini alla Libreria delle Moline, durante il festival di Bilbolbul 2012.

Erano anni che Elettra si era arenata nello scrivere un libro sull’intellettuale comunista, e il fumetto in preparazione per BeccoGiallo era fermo: è stato l’incontro con lo spettacolo teatrale omonimo (testo di Davide Daolmi e regia di Andrea Lisco) a sbloccare la situazione. Elettra Stamboulis è così riuscita ad abbandonare l’approccio strettamente biografico a Gramsci e a intessere di citazioni dalle Lettere e dai Quaderni il canovaccio teatrale.

Gianluca si è poi dedicato al disegno. “Ogni libro ha bisogno di un suo stile particolare” dice. “Io non faccio fumetto seriale e quindi posso permettermi di concentrarmi sul contenuto del libro e scegliere l’approccio grafico che gli si adatta di più.”
In questo caso, dopo il tratto freddo e pulitissimo che aveva utilizzato per il libro su Assange, sceglie una doppia via: uno stile più appassionato e pittorico per la parte su Gramsci (realizzato rielaborando le immagini d’archivio una prima volta al computer e poi stampandole e rilavorandole a mano) e uno stile molto più grafico per la parte attuale che deve rappresentare personaggi stereotipati come quello della ragazza alternativa, del padre traditore, etc.
Un procedimento molto lento, che però è stato accelerato per necessità di tempi ristretti.

Un libro che non ha nessuna ambizione di cambiare il mondo, precisa Elettra (che sostiene che l’ultimo libro che è riuscito nell’impresa sia il Libretto rosso di Mao), ma che serve più che altro a rielaborare un’ossessione e un interesse personale, e semmai a dare suggestioni. “Il cambiamento lo dà la nostra posizione nel mondo” dice Elettra “non viene dai libri, che soddisfano a un bisogno diverso, più introspettivo, di riflessione.” In un periodo però che cerca di rileggere la figura storica di Gramsci in maniera distorta: “Negli Stati Uniti, Gramsci è uno dei pensatori italiani più citati, in un paese che come sappiamo non ha alcuna simpatia per i comunisti. Qui in Italia, invece, si fatica ad accettare Gramsci come intellettuale completo, pensatore tout court.”

Il libro di Stramboulis e Costantini può forse essere un primo passo in questa direzione.

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