Si può dire il desiderio? Si può raccontare la pelle che ti si strappa di dosso, la voglia di aderire con la carne e il sangue a un’altra persona, il bisogno di respirarne ogni cellula, di sparire a sé stessi ed essere completamente presenti nella fusione impossibile? È questa impossibilità il desiderio?
Che relazione c’è tra desiderio e amore? Che relazione c’è tra assenza di desiderio e amore?
L’amore è la continua ripetizione della scoperta dell’impossibilità di soddisfare il desiderio?
L’immota contemplazione, scevra di piacere e dolore, quanto ci mette a diventare abitudine, noia, indifferenza? Si può dire l’assenza di desiderio?
L’impossibilità di soddisfare il desiderio scolora lentamente in assenza di desiderio? Quando l’insoddisfazione riprecipita la pelle sospesa a mezz’aria su carne e sangue scoperti e vivi?